Agenda Climatica

Fridays for Future è nato per chiedere alla politica e alle istituzioni di ascoltare la ricerca scientifica, indicando che le misure per contrastare la crisi climatica esistevano, erano solo da implementare.  La crisi climatica è un fenomeno globale. Secondo lo slogan «Think global, act local»,  dobbiamo rivolgere lo sguardo verso quella grande fetta della popolazione che ricerca con fatica il suo diritto alla partecipazione attiva ogni giorno, per restituire il potere decisionale alle comunità territoriali e alla società civile. 

1. TRASPORTI E MOBILITÀ

Il settore dei trasporti è responsabile in Italia del 25% delle emissioni di gas a effetto serra.

Di fronte a questa situazione, la principale misura presente finora nel dibattito pubblico è stata la sostituzione dei veicoli a combustione con quelli elettrici. 

Motivo per il quale la soluzione è avere molte meno auto, ma elettriche. Si deve ripensare il modello della mobilità.

Un sistema di trasporto pubblico accessibile ed efficiente ridurrebbe le emissioni e garantirebbe il diritto alla mobilità.

2. ENERGIA

Per una transizione energetica compatibile con il contenimento dell’aumento della temperatura globale sotto gli 1.5 C°, è necessario procedere alla conversione di tutto il settore energetico alle fonti rinnovabili con un tasso di riduzione delle emissioni superiore al 10% annuo.

E’ perciò necessario vietare qualunque nuovo progetto legato alle fonti fossili

3. LAVORO

La partecipazione politica è un privilegio di chi non viene sfiancatə dal proprio lavoro ogni giorno. Il potere contrattuale di lavoratrici e lavoratori è stato aggredito da cambiamenti istituzionali che, specialmente dagli anni ‘70 in poi, hanno portato a un aumento della disoccupazione e della povertà. Alla crescita economica e produttiva non è corrisposto un aumento dei salari, mentre gli orari di lavoro sono diventati sempre più totalizzanti, e le condizioni di lavoro precarie. Se la crisi climatica rischia di farci vedere la fine del mondo come lo conosciamo, per molti/e ciò che non si vede è la fine del mese.Per convertire l’attuale sistema produttivo, sarà necessario che la decisione su come, quanto, ma soprattutto se produrre passi anche per chi lavora.

4. EDILIZIA E POVERTÀ ENERGETICA

Si stima che oggi in Italia ci siano 9 milioni di individui in povertà relativa e 5 milioni in povertà assoluta, che non possono permettersi una serie di beni essenziali, tra cui quelli energetici. Per chi è in povertà energetica spesso accade che la disponibilità economica vada a supplire in primis alle esigenze alimentari, entrando in conflitto con gli altri bisogni fondamentali. In quest’ottica, è fondamentale promuovere importanti interventi di efficientamento energetico.

5. ACQUA

La crisi idrica degli ultimi mesi ha messo in luce ciò che si prevedeva da tempo: i cambiamenti climatici renderanno l’acqua una materia prima sempre più preziosa. Da Nord a Sud, molti comuni e regioni hanno dichiarato lo stato di emergenza, per far fronte alla scarsità d’acqua. Diventa quindi prioritario ridurre i consumi e gli sprechi